Feb 23 2010

Voto utile a chi?

Pubblico qui parte di un carteggio (le mie risposte) che ho avuto con alcuni colleghi l’estate scorsa, sotto elezioni europee.


Quello del voto utile mi sembra un problema generalmente malposto: il partito che ha più probabilità di far cadere Berlusconi al momento mi pare essere la Lega nord. Di sicuro non sembra essere il PD, visto che è il principale artefice della rinascita del Berlusca: basta infatti ricordare Papi mentre dichiarava nel 2008 fa la nascita del PDL dal predellino dell’automobile, con Fini che diceva di lui “è alle comiche finali”. Poi ci si mette di mezzo Veltroni e l’accordo (ovviamente saltato) per una legge elettorale che potesse far fuori tutti (gli altri) concorrenti e improvvisamente ci ritroviamo Berlusconi al governo e io mi ritrovo extraparlamentare (ma questa è un’altra storia).
Mi piacerebbe cambiare prospettiva: il voto potrebbe per esempio essere “utile” a impostare un cambiamento di politica che ci faccia uscire dall’attuale xenofobia e dalla dominante logica neoliberista e teo-con (all’italiana). Il problema è ovviamente quale direzione intraprendere: è abbastanza semplice constatare che le poche idee in proposito espresse da molti partiti a sinistra siano decisamente confuse. Cosa si cerca di ottenere? Diritti civili, libertà individuali, libertà di espressione/di stampa, giustizia sociale, redistribuzione del reddito, crescita economica, sistemi solidaristici, accoglienza, integrazione, inglobazione culturale ecc. ecc. cose sparse e appunto, confuse e in alcuni casi anche in contraddizione tra loro.
Il processo da innescare è molto complesso e richiede la partecipazione attiva di tutti, sia a livello teorico, che pratico: non è il momento in cui si possa delegare ad altri l’iniziativa. E’ il momento di sbattersi, altrimenti non verrà fuori alcun progetto a medio o lungo termine.
Nel frattempo torniamo a quello a breve termine: bloccare il sistema attuale. Si può fare solo con il voto? Dubito fortemente, ma nel dubbio, voto: argomento debole debole, richiama un po’ i motivi per cui credere in Dio di Pascal (non costa molta fatica e potrebbe portare benefici). Meglio che niente, ma è il caso di non fermarsi lì.
Ogni voto può essere annullato facilmente con il cambio di uno schieramento: ancora una volta quello che conta, più dei rappresentanti è la rappresentanza, coloro che devono essere rappresentanti. Bisogna ricostruire il coinvolgimento o nessuno avrà il potere reale di compiere alcuna trasformazione.

V.

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