Jun 20 2010

L’affare sanità: don Verzè e Nichi Vendola

[PREMESSA 1: intervista di Libera.tv a Nichi, nella quale sono affrontati sia il tema Don Verzé, sia il tema inceneritore (a partire dal minuto 5:30)]

[PREMESSA 2: il testo che segue è nato come risposta informale via mail ad una compagna ed è poi comparso su questo blog più che altro come memo personale. Di conseguenza le eventuali critiche sui contenuti saranno preferite a quelle sulla forma.]

Ovvero: sui falsi scoop.

Grazie alla segnalazione di nome in codice “MaPi”, leggo questo articolo, che vi segnalo:

http://www.italiaterranostra.it/?p=5150

Ecco quello che ho “scoperto” grazie ad una veloce indagine personale e da fonti di prima mano.

La notizia è di dominio pubblico in realtà dal 2006. Non c’è nessuno “scoop”: l’accordo non è stato tenuto “segreto” o non si è cercato di nasconderlo, anzi è stato pubblicizzato a lungo. Basta fare una ricerca su google, ma ho trovato anche una puntata di report in cui si accennava alla questione (6/12/2009).

L’accordo con il San Raffaele prevede la costruzione di un centro oncologico di eccellenza nella zona di Taranto con fondi partecipati (secondo gli accordi, 210 milioni di capitale così composti: 120 a carico della regione Puglia,  80 provenienti dalla Fondazione San Raffaele di Don Verzè e 10 forniti dallo stato centrale, se Tremonti non si rimangia la parola, cosa più che possibile): nell’articolo citato da MaPi e nei successivi che lo citano, ci sono però alcune allusioni scorrette:

1) il controllo dell’operazione è nelle mani di una fondazione costituita ad hoc, una fondazione che, come scritto anche nell’articolo di cui sopra, ha visto la luce legalmente il 28 maggio 2010 (ma è stata preparata per circa 4 anni). Quello che si omette nell’articolo è che questa fondazione è controllata a maggioranza dalla regione Puglia.
2) la gara d’appalto per la costituzione di questo tipo di fondazioni non è necessaria: non so spiegare i motivi in termini legali, ma essendo una operazione trasparente e non un accordo sottobanco (come dimostra la pubblicità riservata all’evento di creazione della fondazione), i legali della regione Puglia hanno dovuto ovviamente tenere bene in considerazione questo punto quando hanno stipulato gli accordi.
3) l’autore dell’articolo si chiede se non esistessero imprenditori o banche capaci di entrare nella fondazione al posto di Verzè. Questa operazione però non riguarda solamente fondi raccolti, ma know how (persone fisiche con competenze) e tecnologie: l’idea è che si possano utilizzare le competenze (elevate) del San Raffaele per stabilire un centro di eccellenza in un posto -Taranto- che da anni è ormai commissariato ed è diventato un deserto di investimenti.

Lo stato delle cose oggi vede la regione Puglia con molti pazienti in viaggio verso altre regioni (Lombardia tra le prime) in cerca di cure di qualità: questo fenomeno ha un costo elevato in termini di rimborsi, per non parlare del costo sociale (c’è chi può permettersi di viaggiare e chi no, con conseguente discriminazione per censo nel campo della salute). L’operazione sarebbe mirata a invertire questa tendenza, portando, alla lunga, alla correzione di queste storture con un conseguente risparmio anche in termini economici, mentre nel breve periodo vi sarebbe un forte investimento di denaro privato nel Tarantino.

Ultimi tre problemi sollevati che leggo qui e là in blog e siti che hanno trattato la notizia (i primi due soprattutto nei commenti a dire la verità):
A) perché proprio Taranto? Qui si intende che la zona è già inquinata e una struttura per il trattamento oncologico peggiorerebbe la situazione. Addirittura alcuni dicono che l’operazione è fatta in disprezzo della vita dei tarantini. Mi sembra una posizione delirante: perché questo ospedale dovrebbe essere particolarmente inquinante? O forse si intende che tutti gli ospedali sono inquinanti? Magari c’è un po’ di confusione sul concetto di cura oncologica, ma questa mi sembra malafede o stupidità. Probabilmente entrambe: salta infatti fuori in mezzo a questi commenti anche la questione inceneritore, con i soliti argomenti… ma questo è un altro discorso.
B) perché proprio Don Verzè? Certamente perché il San Raffele è un centro di qualità molto elevata, ma è anche vero che vi sia un rapporto di amicizia personale tra Nichi e l’ex-pretaccio (“pretaccio”… termine tecnico). Non si scopre adesso che Nichi dà molta importanza ai rapporti personali di amicizia o conoscenza: da un punto di vista politico questo è probabilmente un punto debole, ma per dire che la scelta sia ricaduta su Don Verzè solo per via di questi rapporti personali servirebbero prove dell’incapacità di Don Verzè nel gestire in modo eccellente questo genere di strutture oncologiche (auguri!) oppure indicazioni sull’esistenza di un altro gruppo concorrente desideroso di investire e dotato di competenze almeno pari (!). Nichi non è certamente perfetto, ma qui mi pare si esageri.
C) Berlusconi coinvolto e favorito nell’affare. A parte il fatto non trascurabile che l’ingresso del Berlusca nella fondazione che gestisce il San Raffaele è successivo temporalmente agli accordi stipulati dalla Regione Puglia, su questo punto, personalmente resto con i Wu Ming e i loro motivi per pubblicare per Einaudi e concludo tornando all’inizio di questo post: punto 1) il controllo dell’operazione è nelle mani della regione.

A conclusione di tutto questo, visti i tagli in finanziaria, l’intero accordo potrebbe saltare, dato che quello che ha detto Nichi a proposito dei presidenti di regione trasformati in “curatori fallimentari” non è affatto una esagerazione.  In questi termini, il rimborso ipotetico per i posti letto creati è a rischio e Don Verzè non è un benefattore dell’umanità.

Amen.

[aggiunta di agosto 2010 – ecco un altro articolo interessante sull’argomento:
http://mazzetta.splinder.com/post/23141432/la-bufala-dellaffaire-vendolaverze]

PS In seguito ai vari articoli pubblicati su “Italia Terra Nostra” (che chiaramente su questo argomento punta per poter emergere dall’anonimato della rete), il 28 agosto Nichi ha replicato sul suo blog alle domande postegli. Ecco il link: http://www.nichivendola.it/sito/mcc/informazione/sul-san-raffaele-del-mediterraneo.html

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