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Jul 28 2013

The Martian Chronicles

A beneficio di chi non c’era (e fosse interessato), sintetizzo in poche frasi le risposte ricevute nell’incontro del 25 luglio tra dipartimento SEL-Saperi e i deputati Francesco Ferrara e Nicola Fratoianni.

Ho preso qualche appunto, ma vado soprattutto a memoria, quindi spero di essere sufficientemente fedele nel riportare i concetti centrali, ma nel caso segnalate pure gli errori.

 

1) in merito alla questione della mancanza di eletti SEL che siano competenti per l’intero comparto scuola, università e ricerca (e in merito al fatto che l’unico candidato in posizione eleggibile a rappresentare questo mondo non avesse mai partecipato prima e non abbia partecipato in seguito ai lavori del partito sul tema)

Fratoianni: io non credo che in parlamento debbano andarci solo i tecnici, il ruolo dei politici è fondamentale. La mia formazione politica nasce nei movimenti studenteschi e ho tuttora continui contatti con associazioni come Link, quindi questo mondo non mi è sconosciuto. Se c’è da assumersi delle responsabilità per questa che è indicata come una mancanza comunque non mi sottraggo: io ero in coordinamento nazionale e quindi me ne assumo la responsabilità. Detto questo, che vogliamo fare? Dobbiamo guardare oltre e riprendere il lavoro interrotto.

Ferrara: nel momento in cui sono state determinate le posizioni nel listino, si è cercato di tenere conto di tutte le realtà: si tratta di un partito di dimensioni contenute e quindi non c’è materialmente spazio per una rappresentanza esaustiva. Non ci siamo resi conto che si stava creando questa mancanza specifica e nessuno in coordinamento ha sollevato apertamente la questione della rappresentanza del mondo della scuola o dell’università: ricordo che le uniche questioni sollevate riguardavano la rappresentanza di genere e generazionale, ma non altre. Volpe [rettore dell’università di Foggia, candidato in posizione eleggibile in Puglia, ma non eletto] è stato messo in listino non per rappresentare quel mondo, ma come simbolo delle buone pratiche pugliesi, per valorizzare e sottolineare l’unica nostra esperienza amministrativa regionale con Nichi Vendola.

 

2) in merito al tipo di lavoro da svolgere in futuro e la funzione del dipartimento SEL-Saperi

Fratoianni: il dipartimento va valorizzato e dobbiamo subito partire con una comunicazione più serrata, a partire dal lancio delle campagne di visibilità su alcuni temi chiave. Penso il lavoro del dipartimento sia indispensabile nel fornire un supporto al lavoro dei parlamentari e per affrontare le emergenze (e.g. emendamenti a leggi discusse in commissione) e in questo senso ci siamo organizzati dividendoci per temi tra i tre deputati in commissione alla Camera: cultura (Celeste Costantino), scuola (Giancarlo Giordano) e università (Nicola Fratoianni). La comunicazione deve quindi permettere sia la richiesta di informazioni e supporto da parte dei parlamentari, sia in direzione inversa deve consentire la rapida segnalazione di temi specifici da parte di questo mondo verso i parlamentari. Dobbiamo però considerare che non abbiamo la forza come partito di affrontare questioni organiche su ampia scala.

Questo è, in sintesi, il nucleo delle risposte ai due temi sollevati.

Un ringraziamento va a Mariateresa Di Riso, che ha pazientemente lavorato per ottenere questo chiarimento: abbiamo ottenuto la assunzione di responsabilità da parte dell’ex coordinamento nazionale SEL, pur mitigata dall’idea che non si potesse fare altrimenti. Prima delle elezioni questa spiegazione avrebbe forse contribuito ad un clima migliore, ma pur con 5 mesi di ritardo è utile a capire.

[notice]A margine, qualche tweet [/notice]

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2 comments

  1. Margherita Maggiore

    Hanno bisogno dei “ghost writer” che scrivano le cose di cui non sanno nulla. Per decidere poi in autonomia se e quando usarle. L’errore di fondo è considerare il dipartimento SEL Saperi un comitato tecnico e non uno spazio di elaborazione politica. Ma forse non è un errore, è una scelta.

    1. Vincenzo Fiore

      E’ quello che ho detto anche io a loro. Fratoianni c’è rimasto male.
      La sensazione è che non sia una scelta consapevole: è l’unico modo di fare politica che conoscono.

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